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A livello amatoriale la questione è poco considerata, ma fra giocare a padel indoor o outdoor ci sono enormi differenze. Le condizioni climatiche influenzano il gioco e dovrebbero quindi condizionare anche le scelte dei giocatori. Meglio dentro o fuori? Entrambe le situazioni hanno vantaggi e svantaggi
di Marco Caldara | 09 gennaio 2024
Come la gran parte degli sport, comprese tutte le principali discipline di racchetta diffuse nel nostro paese, il padel permette di essere giocato senza distinzioni sia all’aperto sia al coperto. Nelle regioni più calde d’Italia la maggior parte delle strutture sono esclusivamente indoor, mentre più si sale per la Penisola e più la situazione si ribalta, con i campi coperti che superano di gran lunga quelli all’aperto. Una scelta dovuta alle condizioni climatiche che condiziona anche le abitudini dei giocatori, perché fra giocare a padel al coperto e all’aperto ci sono enormi differenze, che un bravo giocatore deve conoscere e comprendere, in modo da poterle sfruttare a proprio favore.
La prima è proprio il clima: all’aperto è necessario saper convivere col vento, tanto o poco che sia, così come col sole e con altre condizioni atmosferiche che non solo possono creare difficoltà extra ai giocatori, ma possono anche trasformarsi in un vantaggio per chi le sa utilizzare a dovere. Un esempio? Una coppia alla quale solitamente alzare un pallonetto non è una buona idea, sarà molto più in difficoltà se si trova costretta a colpire costantemente lo smash contro sole, quindi quella che solitamente può risultare una tattica sbagliata diventa invece preferibile.
Di contro, in caso di condizioni ventose la coppia più abituata a utilizzare il pallonetto incontrerà qualche difficoltà in più in termini di profondità e precisione, trovandosi dunque costretta a giocare un padel più rapido e meno pensato, che potrebbe obbligare i due compagni a uscire dalla propria zona di confort, rendendoli meno incisivi.
Ergo, le condizioni di gioco non contano solamente fra i professionisti e sapersi adattare può fare la differenza fra una vittoria e una sconfitta. Quando c’è parecchio sole (che velocizza fondo, palline e vetri) spingere ha senso, mentre quando il clima è più mite e l’umidità maggiore il discorso si ribalta. Il bravo giocatore riesce a risultare efficace in entrambe le situazioni, adattandosi a seconda della necessità.
Messa così, sembrerebbe che l’ideale sia giocare sempre al coperto, ma anche i campi indoor hanno i loro punti deboli. Generalmente il fatto che le condizioni atmosferiche abbiano un impatto sostanzialmente pari a zero garantisce un comportamento più lineare e meno imprevedibile da parte di palline e vetri, ma se all’aperto non ci sono problemi di altezza, indoor la situazione è all’opposto.
L’altezza regolamentare è di 6 metri da terra e non è raro trovare campi che la rispettano appena, rendendo complicato l’utilizzo del pallonetto. Intendiamoci: 6 metri per giocare un buon pallonetto bastano e avanzano, ma ci sono situazioni – lo si vede osservando i professionisti – nelle quali sarebbe consigliato spedire la pallina ancora più in alto, così da avere più tempo per recuperare una buona posizione. Al coperto non lo si può fare – o comunque ci si riesce con meno efficacia che all’aperto – e questo va sempre considerato.
Inoltre, per predisposizione di tutti noi, fare sport viene chiaramente più naturale all’aperto, e bisogna tenere in considerazione che molti impianti indoor non sono dotati di aria condizionata, il che può rendere davvero complicato giocare d’estate, non solo nelle ore più calde del giorno. Altro potenziale problema dei campi indoor, che all’aperto viene meno, è il rumore. Negli impianti indoor da parecchi campi, quando tutti pieni, può capitare che il rumore proveniente dai campi adiacenti dia fastidio ai giocatori, rendendo più difficile un aspetto fondamentale del padel quale la comunicazione.
In sostanza, affermare che giocare indoor sia meglio è opinabile: elimina alcuni potenziali problemi, ma ne aggiunge altri. A ognuno la sua preferenza, tranne ai “pro” costretti ad adattarsi a ciò che propone il circuito. Per loro fortuna esiste un buonissimo equilibrio fra tornei all’aperto e al coperto.